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miky

mercoledì 26 ottobre 2011

tristezza

Mangiatori tristi: l'individuo è triste e tenta di sconfiggere la propria tristezza mangiando. La tristezza in genere ha origine da un'analisi realistica di un fatto spiacevole, di una perdita o di una delusione e può essere considerata come la risposta fisiologica dell'organismo ad uno di questi eventi. E' certamente una sensazione spiacevole, che però può anche rivelarsi utile per aggiungere profondità al significato della vita e, dopo un certo lasso di tempo, si ritorna alla normalità.

Non bisogna confondere la tristezza con la depressione, in quanto quest'ultima deriva invece da una distorsione del pensiero nei confronti dell'evento spiacevole. In un quadro di depressione si tende a valutare la situazione negativa in maniera irrazionale e catastrofica, associandovi numerosi fattori quali: tristezza, basso livello di autostima, pessimismo riguardo al futuro, diminuzione dell'interesse sessuale e dell'energia, modificazione dell'appetito e del peso.

Per aiutare i mangiatori tristi la prima cosa che si può fare è identificare e modificare il loro pensiero irrazionale, tenendo presente che i sentimenti di queste persone non sono determinati dall'evento, ma piuttosto dai loro pensieri nei confronti dell'evento stesso. Un altro aiuto per il mangiatore triste deriva dall'esercizio fisico continuativo, che genera un miglioramento del tono dell'umore, anche quando il soggetto si nasconde dietro pensieri del tipo "non sono uno sportivo" o "è troppo faticoso". E' bene ricordare che gli effetti benefici si hanno anche soltanto camminando con frequenza e conducendo una vita più attiva, non è necessario praticare un'attività fisica estenuante.

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